La Storia si scrive sul campo, vivendolo ogni giorno

“Nemo propheta in patria” recita una famosa locuzione latina. E forse portare il basket europeo che conta, l’elite della palla a spicchi continentale rientra in queste quattro parole che i saggi latini hanno scolpito nella memoria comune. Memoria che, senza troppi sforzi, riporta negli ultimi 4 anni alle 2 Final Eight conquistate e anche alle 2 sfumate: di quest’ultime, una contro le (allora) campionesse europee di Mosca e quest’ultima contro quel Kayseri che, con merito, è riuscito a piazzarsi appena una posizione più in alto nella griglia play off grazie anche grazie all’inaspettata vittoria casalinga contro Ekaterinburg.

Proprio quell’UMMC che ha portato a Schio appassionati del basket da mezza Italia (con richieste di prenotazioni dei ticket già un mese prima della partita per assistere alle prodezze di Taurasi, Parker, Gruda, Nolan, Wauter, etc…), e contro il quale il Beretta Famila Schio ha giocato alla pari.

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Ma sono tante le euro-storie da raccontare: le vittorie storiche a Salamanca (campionesse d’Europa) e Bourges (sul cui campo nessuno ha vinto), le epiche vittorie contro il Fenerbahce di McCouhtry, l’Orenburg di Brunson e Bonner, lo Spartak Mosca di Bird. Un paese di nemmeno 40.000 anime al cospetto di città di milioni di abitanti: ebbene, questo “Davide” orange, in questi ultimi anni, spesso ha messo al tappeto quasi tutti i “Golia” che gli si sono presentati davanti. Regalando spettacolo, appassionando moltissimi giovani ad uno sport che in Italia non trova quello spazio che meriterebbe. E se l’interpretazione della Storia è libera e soggettiva, questa Storia, quella della Pallacanestro Femminile Schio si scrive sul campo, con l’unico tratto che non sbaglia mai: quello di un pallone a spicchi e di una retina.

E’ quantomeno simpatico vedere come una vicenda abbia due interpretazioni giornalistiche completamente diverse, da un’impresa “….quasi sfiorata” ad un “….solito euroflop”

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Ci permettiamo di non essere d’accordo sul “…solito euroflop”: a nostro avviso troppo accusatorio e denigratorio nei confronti di una squadra che quest’anno ha avuto a che fare con una serie infinita di elementi negativi: il girone più difficile, priva di due americane fino a gennaio, l’infortunio, non sportivo, a Sottana nel momento più importante, Kayseri che batte Ekaterinburg di un punto con un fallo subito in modo abbastanza discutibile e che ha cambiato la classifica.

Noi diciamo grazie alle nostre ragazze, al coach ed allo staff intero, è stato fatto un lavoro più che egregio e, soltanto chi ha vissuto le nostre vicende quotidianamente, può sapere realmente cosa è successo: chi le vive dall’esterno o per qualche rara “incursione” all’interno, anche giustificatamente, con fatica riesce ad avere una visione completa delle cose .

Ma ora, tuffiamoci sul campionato.